Per un uso ottimale degli oli essenziali

La Farmacopea Europea definisce gli oli essenziali come“prodotti odorosi, generalmente di composizione complessa, ottenuti da una materia prima vegetale botanicamente definita, mediante distillazione in corrente di vapore, distillazione a secco o mediante un appropriato processo meccanico senza riscaldamento”.

L’uso degli oli essenziali in farmacia consente di personalizzare il consiglio medico e di adottare un approccio interdisciplinare approccio interdisciplinare approccio interdisciplinare al trattamento. La loro somministrazione per via cutanea è spesso preferibile per la sua semplicità ed efficacia, riducendo al minimo gli effetti collaterali sistemici. A seconda degli obiettivi terapeutici, gli oli essenziali possono essere utilizzati in regimi preventivi o curativi, adattando il dosaggio e la frequenza di somministrazione.

Che cos’è un olio essenziale?

L’essenza è prodotta all’interno della pianta e si caratterizza per la sua scarsa presenza, generalmente compresa tra l’1 e il 3% del totale della pianta. Questa essenza, prodotto della vita della pianta, svolge una serie di funzioni cruciali all’interno della pianta stessa.

In primo luogo, contribuisce a preservare l’immunità della pianta, agendo come prima linea di difesa contro le aggressioni esterne.

Inoltre, questa essenza svolge un ruolo essenziale come riserva energetica, fornendo alla pianta l’energia necessaria per sostenere i suoi processi vitali, in particolare nei periodi di stress o di maggiore necessità.

Infine, l’essenza ha anche la funzione di proteggere la pianta, agendo come componente attivo in grado di scoraggiare predatori o agenti patogeni, contribuendo così alla sopravvivenza e alla salute della pianta.

Come si ottiene un olio essenziale?

Gli oli essenziali vengono estratti principalmente per distillazione in corrente di vapore da piante aromatiche come la lavanda, l’albero del tè o la menta piperita. In questo metodo, le piante aromatiche sono sospese su un contenitore di acqua bollente. Il vapore libera i composti volatili delle piante, che vengono poi catturati per ottenere un estratto liquido concentrato.

Il passaggio dall’essenza all’olio essenziale è il cuore dell’aromaterapia, una disciplina nata nel 1928 grazie a René-Maurice Gattefossé.

La parola “aromaterapia” può essere scomposta in due radici greche: “aroma”, che significa profumo, e “terapia”, che si riferisce a un approccio curativo o palliativo. Il termine comprende quindi i metodi per trattare e alleviare condizioni patologiche o disturbi utilizzando sostanze aromatiche.

L’aromaterapia si basa su due processi produttivi principali per estrarre gli oli essenziali:

  • Espressione meccanica: questo processo consiste nel pressare meccanicamente parti di piante, come la buccia degli agrumi, per liberare gli oli essenziali che contengono. Il prodotto è chiamato “essenza”.
  • Distillazione: è il processo di riscaldamento seguito dalla condensazione del vapore acqueo carico di oli essenziali estratti dalle piante. È il metodo più utilizzato per ottenere oli essenziali dalle piante aromatiche. Il prodotto si chiama “olio essenziale”.

Questi due processi di produzione contribuiscono al concetto generale di “oli essenziali”. Essi vengono poi utilizzati in aromaterapia per sfruttare le loro virtù terapeutiche e il loro potenziale di miglioramento della salute e del benessere.

Che cos’è l’aromaterapia?

L’aromaterapia è una disciplina che comprende l’uso terapeutico degli oli essenziali. Si concentra sullo studio delle proprietà olfattive delle piante e sull’influenza di questi aromi sul benessere fisico e psicologico dell’individuo e dell’ambiente. L’aromaterapia è un campo multidisciplinare che incorpora una varietà di metodi e tecniche di trattamento. Comprende la diffusione atmosferica degli oli, le applicazioni topiche attraverso il massaggio e persino la loro ingestione orale a scopo terapeutico.

Gli oli essenziali hanno una moltitudine di applicazioni e possono offrire molti benefici al nostro corpo. Alcuni oli essenziali hanno persino la capacità di influenzare le nostre emozioni e il nostro benessere generale.

In generale, ogni olio essenziale ha proprietà specifiche, come alleviare la congestione, ridurre l’infiammazione, trattare la nausea o i dolori articolari, tra le altre.

È quindi indispensabile imparare a conoscere l’uso di questi oli essenziali. Una formazione specializzata in aromaterapia è altamente raccomandata per maneggiare queste sostanze con sicurezza e attenzione.

Quali sono le loro applicazioni?

Ogni olio essenziale è composto da un ampio spettro di molecole aromatiche attive, appositamente riconosciute per i loro effetti terapeutici e i loro contributi benefici alla salute umana. Questi oli essenziali si trovano in varie parti anatomiche della pianta, tra cui la corteccia, i baccelli, le radici e i fiori.

A seconda dell’applicazione specifica e delle indicazioni associate, gli oli essenziali rientrano in diverse normative, tra cui quelle relative ai prodotti cosmetici, ai biocidi come gli spray igienizzanti o ai farmaci a base vegetale. Un olio essenziale acquisisce la classificazione di medicinale quando viene promosso per le sue proprietà terapeutiche per trattare o prevenire condizioni mediche umane, o quando dimostra un’attività farmacologica, immunologica o metabolica confermata.

Gli oli essenziali possono anche essere utilizzati come eccipienti nella composizione di un medicinale, ad esempio comeagenti aromatizzanti. Nel settore farmaceutico, questi oli sono disponibili sia come preparazioni magistrali sia nella loro forma originale, non modificata.

Nozione di chemotipo

Il concetto di chemiotipo, in aromaterapia, si riferisce a una realtà chimica molto specifica: un’entità chimica distinta all’interno della stessa specie. Sebbene gli oli essenziali condividano lo stesso nome latino per una determinata specie, la loro composizione biochimica può variare notevolmente a seconda della loro origine geografica.

Per identificare i chemiotipi si utilizzano due metodi predominanti:

  • In latino: il nome del genere e della specie della pianta è associato a “CT” (per Chemiotipo), seguito dalla molecola che definisce questa specifica variante chimica dell’olio essenziale.
  • In francese: per facilitare la comprensione, il nome del genere e della specie è integrato direttamente dalla molecola che caratterizza questo particolare chemiotipo.

Questi dettagli sono essenziali per identificare con precisione gli oli essenziali e comprendere le sottili variazioni della loro composizione chimica a seconda dell’origine geografica, che possono avere un impatto significativo sulle loro proprietà terapeutiche e sul loro utilizzo in aromaterapia.

Proprietà farmacodinamiche

Gli oli essenziali hanno proprietà fisiche distintive che li contraddistinguono:

  • Sono in forma liquida a temperatura ambiente, il che li rende facili da maneggiare.
  • Pur avendo una consistenza oleosa, non sono grassi al tatto (volatili).
  • La loro densità è generalmente inferiore a quella dell’acqua, il che significa che galleggiano sull’acqua.
  • Sono insolubili in acqua e non si mescolano con essa.
  • Tuttavia, sono solubili in alcol, grassi e alcuni solventi. Questa solubilità varia a seconda della composizione chimica specifica di ciascun olio essenziale.

Gli oli essenziali si distinguono per le loro specifiche proprietà fisico-chimiche, essenziali per comprenderne l’uso terapeutico.

  • Sono composti da centinaia di costituenti diversi, ognuno dei quali contribuisce alla loro complessa composizione chimica.
  • Anche i costituenti minori sono importanti per la loro azione terapeutica. Spesso, anche in piccole quantità, questi costituenti possono avere un impatto significativo sulle proprietà dell’olio essenziale.
  • L’aromatogramma permette di analizzare la correlazione tra la struttura biochimica degli oli essenziali e la loro efficacia terapeutica, evidenziando l’interazione tra i vari composti per generare effetti specifici.

Le proprietà generali degli oli essenziali comprendono:

  • Proprietà antinfettive, che agiscono contro batteri, virus e funghi (fungicidi).
  • Altre proprietà come quelle antinfiammatorie, antispasmodiche, analgesiche (contro il dolore), digestive, cicatrizzanti, regolatrici del sistema endocrino e immunoregolatrici, che li rendono sostanze versatili per la salute e il benessere.
  • Gli oli essenziali agiscono anche sui recettori olfattivi e sui centri nervosi, influenzando il comportamento e lo stato emotivo delle persone.

Queste diverse proprietà fisico-chimiche e terapeutiche rendono gli oli essenziali composti naturali di grande importanza in diversi campi, dalla medicina naturale alla profumeria e all’aromaterapia.

Oli essenziali riservati alle farmacie

Alcuni oli essenziali (OE) sono riservati alla dispensazione in farmacia. Sono soggetti a normative specifiche, soprattutto a causa della loro composizione chimica e delle loro proprietà potenzialmente pericolose. La legislazione che ne regola l’uso comprende diversi decreti e leggi. La legge n. 84-534 del 30 giugno 1984, integrata dal decreto del 23 giugno 1986, regola la dispensazione di 8 oli essenziali specifici. Un decreto del 3 agosto 2007 ha esteso questo elenco a 15 oli essenziali. Si tratta principalmente di oli essenziali ricchi di tujone e pinocampone.

Gli oli essenziali coperti da queste norme includono :

  • Assenzio(Artemisia absinthium L.)
  • Assenzio minore (Artemisia pontica L.)
  • Assenzio comune(Artemisia vulgaris L.)
  • Assenzio bianco(Artemisia herba alba Asso)
  • Artemisiaarborescens (Artemisia arborescens L.)
  • Cedro bianco orientale(Thuya occidentalis L.) e cedro coreano(Thuya Koraenensis Nakai), noto anche come “cedro delle foglie”
  • Issopo(Hyssopus officinalis L.)
  • Salvia(Salvia officinalis L.)
  • Tansia(Tanacetum vulgare L.)
  • Cedro(Thuya plicata Donn ex D. Don.)
  • Sassofrasso(Sassafras albidum [Nutt.] Nees)
  • Sabina(Juniperus sabina L.)
  • Ruta(Ruta graveolens L.)
  • Chenopodio vermifugo(Chenopodium ambrosioides L. e Chenopodium anthelminticum L.)
  • Senape gialla(Brassica juncea [L.])

Inoltre, gli oli essenziali contenenti anetolo, presente in anice(Pimpinella anisum), finocchio(Foeniculum vulgare), anice stellato(Illicium verum), issopo e assenzio, possono essere forniti solo su prescrizione medica. Questi oli essenziali sono soggetti a restrizioni a causa del loro potenziale neurotossico.

Va notato che anche l’aneto, pur non contenendo anetolo, è considerato neurotossico.

L’obiettivo di queste norme è garantire la sicurezza e la protezione della salute pubblica limitando l’accesso agli oli essenziali potenzialmente pericolosi e riservandoli a un uso controllato e consapevole in ambito medico o farmaceutico.

Quale metodo di somministrazione e dosaggio scegliere?

Partiamo dal presupposto che 1 ml equivale in media a 30-35 gocce, a seconda del laboratorio. Una goccia vale quindi circa 30-35 mg.

Uso cutaneo

La via cutanea è un metodo di somministrazione degli oli essenziali che merita particolare attenzione. Questa preferenza si spiega con la lipofilia degli oli essenziali, che li rende perfettamente compatibili con la pelle.

Nella pratica quotidiana, le dosi comunemente consigliate sono da 3 a 5 gocce di olio essenziale per ogni 10 ml di olio vegetale. Ciò rappresenta circa l’1-3% di oli essenziali nella miscela. Occorre tuttavia tenere presente che esiste il rischio di irritazione cutanea con alcuni oli essenziali ricchi di composti come timolo, carvacrolo ed eugenolo (fenoli), oltre a cinnamaldeide, pineni e citrali. Gli sportivi sfruttano i benefici degli oli essenziali per impacchi in caso di distorsioni o contusioni.

Per ridurre al minimo questi rischi, è consigliabile diluire gli oli essenziali in oli vegetali. Le percentuali di diluizione variano a seconda dello scopo dell’applicazione:

  • 1%: per l’uso in dermocosmesi.
  • 3%: Per riparare i tegumenti, ad esempio nel naso, nelle orecchie o nella vagina.
  • 5%: Per agire sul sistema nervoso centrale, in particolare per alleviare lo stress e favorire il benessere.
  • 7 % : Utilizzato per azioni circolatorie, sia sanguigne che linfatiche.
  • 10%: Utilizzato per azioni muscolari, tendinee o articolari.
  • 15%: Per usi legati allo sport e alla competizione.
  • 20%: Utilizzato per potenti azioni sistemiche o locali, ad esempio nel campo della cellulite.
  • 50%: Uso puro, anche se i terapeuti sono generalmente restii a utilizzare una concentrazione così elevata.
  • 99%: In casi eccezionali, si possono utilizzare oli essenziali puri come la lavanda fine o la ravintsara.

Uso per via aerea

La diffusione atmosferica degli oli essenziali è una pratica preventiva che integra il trattamento. Ecco alcune raccomandazioni per una diffusione sicura ed efficace:

  • Ambiente olfattivo: quando si utilizza la diffusione atmosferica, è consigliabile programmare sequenze con un diffusore per circa 10 minuti all’ora.
  • Inalazione a secco: l’inalazione a secco consiste nel mettere alcune gocce pure di olio essenziale su un fazzoletto. Tuttavia, questa pratica dovrebbe essere evitata dai bambini di età inferiore ai 3 anni, dalle persone che soffrono di epilessia e dagli asmatici.
  • Inalazione umida: per l’inalazione umida, si mescolano da 3 a 8 gocce di oli essenziali in un contenitore per inalatori. Questo metodo è consigliato agli adulti e ai bambini di età superiore ai 12 anni. La seduta dura da 3 a 7 minuti e può essere ripetuta da 2 a 3 volte al giorno.

È fondamentale non diffondere mai gli oli essenziali nella camera da letto di un bambino che dorme. Se sono presenti animali domestici, devono poter uscire dalla stanza durante la diffusione. Gli oli essenziali irritanti come il timolo, il carvacrolo, l’eugenolo, ecc. devono essere evitati durante la diffusione. Queste precauzioni sono fondamentali per una diffusione atmosferica sicura e benefica. L’uso appropriato di oli essenziali nell’aria può contribuire a creare un’atmosfera piacevole e a promuovere il benessere, ma deve essere fatto con cautela, soprattutto in presenza di bambini piccoli o di persone con specifiche condizioni mediche.

Bagni e docce aromatiche

I bagni aromatici combinano idroterapia e aromaterapia per offrire una serie di benefici terapeutici, dal rilassamento muscolare al miglioramento della circolazione e della respirazione. A seconda della temperatura dell’acqua, esistono tre tipi principali di bagno aromatico: caldo, caldo-caldo e freddo.

  • I bagni caldi, con una temperatura compresa tra 37 e 42°C, sono efficaci per stimolare la circolazione sanguigna e favorire l’eliminazione delle tossine. Tuttavia, sono sconsigliati subito dopo uno sforzo fisico o durante la digestione e non dovrebbero durare più di 10 minuti.
  • I bagni caldo-caldi, a temperature comprese tra 30 e 36°C, sono universalmente adatti a trattare un’ampia varietà di disturbi senza effetti collaterali significativi. Sono particolarmente utili per favorire il rilassamento e il sonno.
  • I bagni freddi, a temperature comprese tra 10 e 25°C, non offrono i benefici dell’assorbimento degli oli essenziali e si concentrano invece sugli effetti della temperatura dell’acqua stessa.

Per incorporare gli oli essenziali in questi bagni, è necessaria un’attenta diluizione. Si possono aggiungere fino a dieci gocce di olio essenziale a 100 litri d’acqua, in combinazione con un disperdente, come il solubol o il labrafil, in una quantità quattro volte superiore a quella dell’olio per garantire una corretta emulsione.

Bruciatore Galeras White

Utilizzando un bruciatore, è necessario mettere l’acqua nel piatto e aggiungere alcune gocce di olio essenziale, quindi accendere una candela sotto di esso. La candela riscalderà il piatto e l’acqua e l’olio evaporeranno nell’aria. Un bruciatore è ideale per la diffusione in una stanza. L’olio essenziale penetra nell’organismo per inalazione e per contatto con la pelle.

È possibile utilizzare un diffusore elettrico. Molto più potente in termini di evaporazione, permette di diffondere l’olio in tutta la casa contemporaneamente. Efficiente, ma meno caldo di un bruciatore tradizionale. Attenzione a non saturare l’aria con le molecole aromatiche.

Per bocca

Esistono importanti raccomandazioni per unasomministrazione orale sicura ed efficacedegli oli essenziali.

Il dosaggio per la somministrazione orale degli oli essenziali è il seguente:

  • Per gli adulti, la dose raccomandata è di un massimo di 6 gocce di olio essenziale al giorno, suddivise in 2 gocce, tre volte al giorno.
  • Per i bambini, la quantità è limitata a un massimo di 3 gocce al giorno, suddivise in 1 goccia, tre volte al giorno.
  • Gli oli essenziali non devono mai essere assunti per via orale dai bambini di età inferiore ai 7 anni.

La diluizione degli oli essenziali è un passaggio essenziale per il loro uso orale. Gli oli essenziali devono essere diluiti in un mezzo adeguato, come olio vegetale, miele, composta o una compressa neutra senza lattosio. Questa diluizione è necessaria per ridurre la concentrazione degli oli essenziali e quindi minimizzare i potenziali rischi. È consigliabile assumere gli oli essenziali durante i pasti. Lo scopo di questa pratica è quello di ridurre i rischi garantendo che gli oli essenziali siano ingeriti contemporaneamente al cibo. Ciò può contribuire a ridurre il loro potenziale impatto sullo stomaco e sull’apparato digerente.

Uso rettale

La via rettale è il metodo di assorbimento più efficiente del corpo umano (consigliato per combattere la disidratazione in situazioni estreme) grazie all’elevata permeabilità delle vene del retto. Questi rimedi aromaterapici possono essere assorbiti conuna supposta. Questa procedura è utilizzata per le persone che non possono assorbire l’olio per via orale (mucose e apparato digerente fragili…). Chiedere consiglio a uno specialista prima dell’uso. La somministrazione rettale di oli essenziali richiede una prescrizione medica.

Gli oli essenziali possono essere somministrati per via rettale sotto forma di supposte. La dose media di olio essenziale utilizzata varia da 75 a 100 mg. Per il trattamento cronico, la dose raccomandata è di 10 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno, con una dose massima di 40 mg di olio essenziale di eucalipto (E) e 80 mg di olio essenziale di ammorbidente (AD), senza superare un totale di 150 mg al giorno. Il dosaggio abituale è di una supposta due volte al giorno.

La via rettale consente un buon riassorbimento degli oli essenziali, rendendola un’opzione adatta a bambini e adulti con intolleranze gastriche. Tuttavia, questo metodo è controindicato in caso di emorroidi o rettocolite emorragica. In ginecologia, in genere si utilizza una concentrazione di oli essenziali compresa tra il 5 e il 10% negli ovuli.

Precauzioni nell’uso degli oli essenziali

È essenziale tenere conto di diverse precauzioni quando si utilizzano gli oli essenziali.

Precauzioni generali

  • Non iniettare mai gli oli essenziali.
  • Si sconsiglia vivamente di utilizzare gli oli essenziali su donne in gravidanza, durante l’allattamento e su bambini di età inferiore ai 3 anni.
  • È fondamentale non lasciare le bottiglie di oli essenziali alla portata dei bambini. Conservateli con cura, preferibilmente in posizione verticale.
  • Evitare l’uso di oli essenziali puri, ad eccezione della lavanda vera, della ravintsara, del legno di rosa, ecc.
  • Non applicare mai gli oli essenziali puri sugli occhi o sulle mucose.
  • Evitare di usare gli oli essenziali direttamente nell’acqua del bagno.
  • Non esporre gli oli essenziali al sole, poiché alcuni di essi hanno proprietà diverse e quindi effetti specifici, e possono essere fototossici.
  • In caso di reazione allergica, effettuare un test cutaneo nella piega del gomito e attendere circa 15 minuti per osservare eventuali reazioni.
  • Prima dell’uso, assicurarsi di verificare il metodo di somministrazione e il dosaggio appropriato per ogni varietà di olio essenziale.

Conservazione

  • Non lasciare le bottiglie di olio essenziale alla portata dei bambini. Conservarli con cura, preferibilmente in posizione verticale.
  • Conservareal riparo dalla luce, preferibilmente in una bottiglia colorata o di alluminio in un armadio.
  • Mantenere la temperatura di conservazione tra i 5 e i 35 gradi centigradi al massimo.
  • Rispettare la durata di conservazione, che è generalmente di 5 anni per gli oli essenziali e di 3 anni per le essenze.

Queste precauzioni valgono per tutti gli oli essenziali, ma alcuni hanno controindicazioni specifiche, quindi è bene consultare un professionista della salute.

Cosa fare in caso di incidente

  • In caso di ingestione accidentale di una quantità eccessiva di olio essenziale, è indispensabile contattare immediatamente il Centro Antiveleni. Se si ingerisce accidentalmente una quantità eccessiva di olio essenziale, è necessario assumere circa 30 ml diolio vegetale per diluire la sostanza e ridurre al minimo i rischi associati.
  • Se un olio essenziale viene a contatto con gli occhi o provoca un’ustione cutanea, è necessario applicare immediatamente un olio vegetale, come l’olio di mandorle dolci, per diluire e ridurre l’effetto irritante.

La somministrazione orale offre il vantaggio di un’azione rapida degli oli essenziali. Sebbene la via orale offra un’azione rapida, questo metodo ha i suoi limiti. È severamente vietata alle donne in gravidanza, alle persone che soffrono di epilessia e ai bambini di età inferiore ai sette anni. È inoltre sconsigliata alle persone con una storia di ulcera, disturbi gastrici o reflusso gastro-esofageo. Anche il sapore forte degli oli essenziali è uno svantaggio. La menta piperita dovrebbe essere evitata dalle persone affette da asma.

Tossicità degli oli essenziali

Un principio attivo è un componente chimico con effetti biologici specifici che può anche essere potenzialmente tossico. Questa tossicità non è uniforme e può variare in base a diversi fattori, tra cui la composizione biochimica della sostanza, la dose somministrata, la via di somministrazione e lo stato fisiologico dell’individuo esposto.

Oli essenziali dermocaustici

La tossicità dermocaustica è uno dei potenziali effetti collaterali associati all’uso di alcuni oli essenziali (OE). Questo fenomeno si manifesta come irritazione o bruciore della pelle e spesso richiede un’adeguata diluizione per ridurre al minimo questi rischi. Diversi composti biochimici presenti negli OE sono responsabili di questo effetto irritante.

Oli essenziali con fenoli

  • Composti degni di nota: Timolo, Carvacrolo, Eugenolo
  • Esempi di OE: Timo ct timolo, santoreggia, origano compatto, chiodi di garofano
  • Effetto: questi composti sono molto irritanti per la pelle e possono causare ustioni se usati senza un’adeguata diluizione.

Aldeidi aromatiche

  • Composti notevoli: Cinamaldeide
  • Esempi di OE: Cannella (foglie e corteccia)
  • Effetto: questo composto può essere molto irritante per la pelle e le mucose e richiede un’attenta diluizione.

Aldeidi terpeniche

  • Composti degni di nota: Citrali e Citronnellali
  • Esempi di OE: Verbena, Eucalipto, Citronella, Limone, Melissa
  • Effetto: questi oli essenziali sono moderatamente irritanti per la pelle e irritanti per le mucose.

Pineni

  • Composti notevoli: Pineni
  • Esempi di OE: Pino, Abete
  • Effetti: Anche se generalmente meno irritanti delle categorie precedenti, questi oli essenziali possono comunque causare una certa irritazione della pelle.

Oli essenziali fotosensibilizzanti

L’esposizione ai raggi ultravioletti, provenienti dal sole o da fonti artificiali, può causare effetti indesiderati quando alcuni oli essenziali vengono applicati sulla pelle o ingeriti per via orale. I composti responsabili di questo effetto sono principalmente le furocumarine.

Oli essenziali contenenti furocumarine

  • Scorze di agrumi (genere Citrus): Limone, Arancia, Pompelmo, Mandarino
  • Bergamotto: particolarmente ricco di Bergaptene
  • Apiaceae: Angelica, Khella, Cumino

Rischi e precauzioni associati

  • Esposizione diretta al sole o ai raggi UV: è assolutamente necessario evitare l’esposizione diretta al sole o ai raggi UV per almeno 6 ore dopo l’applicazione sulla pelle o l’assunzione di un OE contenente furocumarine per via VO.
  • Evitare il sole e le fonti di raggi UV: evitare l’esposizione diretta al sole e a tutte le fonti di raggi UV durante il periodo di rischio.

Oli essenziali allergenici

L’allergenicità degli oli essenziali (OE) può variare notevolmente a seconda del tipo di pelle del paziente. Alcuni composti, come i lattoni sesquiterpenici, sono particolarmente noti per il loro potenziale allergenico. Prima di qualsiasi applicazione cutanea, è necessario effettuare un test cutaneo per valutare la sensibilità individuale ai componenti dell’olio essenziale.

Oli essenziali di lattoni sesquiterpenici

  • Esempi di OE: Alloro, Artemisia, Bandiera dolce
  • Precauzioni: si raccomanda un test cutaneo prima di qualsiasi applicazione topica di oli essenziali.

Rischi specifici associati all’OE di menta piperita

  • Popolazioni a rischio : sconsigliato ai bambini di età inferiore ai 12 anni a causa del rischio di broncospasmo. Sconsigliato alle persone affette da asma o epilessia.
  • Limitazioni d’uso : uso cutaneo limitato. Evitare la diffusione nell’aria.

Oli essenziali epatotossici

La tossicità epatica è un problema serio da considerare quando alcuni oli essenziali (OE) vengono somministrati per via orale. Molti composti biochimici presenti negli oli essenziali sono noti per la loro potenziale epatotossicità, in particolare i fenoli.

Oli essenziali con fenoli

  • Composti degni di nota: Timolo, Carvacrolo, Eugenolo
  • Via di somministrazione: orale
  • Dosaggio per gli adulti: 1 goccia 3 volte al giorno per via orale (VO)

Precauzioni per il dosaggio e la durata del trattamento

  • Limitazione quantitativa: il dosaggio non deve superare i 500 mg al giorno.
  • Limitazione temporale: il trattamento non deve superare le 3 settimane.

Raccomandazioni complementari

Alcuni esperti consigliano di associare un olio essenziale epatoprotettivo come Carota, Timo Thujanol, Limone o Rosmarino Verbenone per ridurre al minimo il rischio di epatotossicità.

Oli essenziali neurotossici e abortivi

L’uso di alcuni oli essenziali (OE) può presentare rischi di tossicità neurologica e di effetti abortivi, in particolare quando contengono chetoni specifici. Questi composti, spesso identificati dal suffisso “uno”, richiedono un’attenzione particolare a causa del loro potenziale tossico.

Oli essenziali contenenti chetoni

  • Composti degni di nota: Tuijone, Pulegone, Italidione, Mentone, Piperitone, Verbenone
  • Esempi di OE: Elicriso, Menta piperita, Salvia, Rosmarino Canfora, Cedro dell’Atlante

Limitazioni d’uso

  • Donne in gravidanza e in allattamento: Controindicato a causa del rischio di effetti abortivi.
  • Lattanti e bambini sotto i 6 anni: controindicato a causa dell’aumento del rischio di tossicità neurologica.
  • Anamnesi di epilessia: evitare a causa del potenziale di causare convulsioni.
  • Anziani: l’uso non è raccomandato a causa dell’aumentata suscettibilità alla tossicità neurologica.
  • Via orale: questo metodo di somministrazione presenta un rischio particolarmente elevato di effetti neurotossici ed è quindi controindicato per determinati gruppi a rischio.

Oli essenziali nefrotossici

La somministrazione orale prolungata di alcuni oli essenziali contenenti monoterpeni aumenta il rischio di tossicità renale. Inoltre, alcuni monoterpeni hanno anche proprietà dermocaustiche.

Oli essenziali monoterpeni

  • Esempi di OE: pino, abete, ginepro, sandalo, cipresso
  • Via di somministrazione: particolarmente rischiosa se usata per via orale per periodi prolungati.
  • Oli essenziali di pinene: pino silvestre, limone, abete balsamico, abete nero, ginepro

Limitazioni e precauzioni

  • Durata del trattamento: evitare la somministrazione orale di oli essenziali per un periodo prolungato a causa dell’aumento del rischio di tossicità renale.
  • Cautela cutanea: usare cautela nell’applicazione cutanea di oli essenziali contenenti pineni, in quanto possono essere irritanti per la pelle. Per le applicazioni cutanee, si consiglia di diluire adeguatamente questi oli o di evitarli del tutto.

Fonti

  • https://ansm.sante.fr/qui-sommes-nous/notre-perimetre/les-medicaments/p/medicaments-a-base-de-plantes-et-huiles-essentielles#:~:text=Un%20olio%20essenziale%20è%20la%20definizione%20della%20Farmacop%C3%A9e%20europ%C3%A9enne).
  • https://dumas.ccsd.cnrs.fr/dumas-01719690/document
  • https://www.anses.fr/fr/system/files/NUT2018SA0096.pdf
  • https://pranarom.fr/pages/distillation-des-huiles-essentielles
  • https://www.tisserandinstitute.org/essential-oils-in-hospitals/
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5206475/
  • http://www.nccih.nih.gov/
  • Corso di Licenza Professionale CSHPSP anno 2021-2022 “Les Fondamentaux en Aromathérapie” tenuto da Sandrine Peyrat

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