Caduta dei capelli in autunno: quando è normale e quando bisogna preoccuparsi?

Convalidato dal punto di vista medico da Arnaud, dottore in Farmacia e titolare della farmacia “Soin et Nature”. La caduta dei capelli autunnale, che i medici chiamano effluvio telogenico stagionale, è una perdita diffusa e temporanea. Si verifica soprattutto tra settembre e novembre. Perdere da 50 a 100 capelli al giorno è normale: è solo quando si supera questa soglia, e soprattutto se il fenomeno si protrae nel tempo, che vale la pena approfondire la questione. In questo articolo, Arnaud, farmacista titolare, spiega perché questa caduta si verifica tre mesi dopo l’estate, quanto tempo dura e a partire da quando è meglio richiedere un esame del sangue piuttosto che una cura a base di integratori.

Perché si perdono i capelli in autunno?

Ogni capello attraversa tre fasi. Innanzitutto una fase di crescita, che nelle donne dura da tre a sette anni. Segue poi una breve fase di transizione. Infine, una fase di riposo, al termine della quale il capello cade e lascia il posto a quello successivo.

Normalmente, ogni follicolo procede al proprio ritmo. La caduta passa quindi inosservata. Tuttavia, l’estate sconvolge questo piacevole disordine: caldo, sole, ritmi di vita alterati, a volte una dieta prima delle vacanze. Il risultato è che un numero maggiore di capelli entra nella fase di riposo contemporaneamente.

Ma questa fase di riposo dura a sua volta da due a tre mesi prima che il capello si stacchi. In altre parole, ciò che vedete sotto la doccia a settembre è già avvenuto a giugno. È proprio questo sfasamento a rendere la caduta autunnale così sconcertante: nulla è cambiato nella vostra vita quotidiana, eppure i capelli cadono.

Quanti capelli si perdono al giorno senza che ciò sia anomalo?

Ovviamente nessuno conta i propri capelli. In pratica, questa cifra serve soprattutto come punto di riferimento: ci ricorda che una perdita quotidiana visibile non è di per sé nulla di anomalo.

Tre indizi valgono più di un conteggio. In primo luogo, lo spessore della coda di cavallo: se l’elastico fa un giro in più rispetto a prima, la densità è effettivamente diminuita. In secondo luogo, la larghezza della riga, da confrontare su due foto scattate a distanza di un mese l’una dall’altra. In terzo luogo, la distribuzione: una caduta stagionale è diffusa, non dirada una zona in particolare.

In farmacia vediamo spesso arrivare persone con la foto del sifone della doccia. Questa foto però non dice granché, perché raccoglie i capelli di diversi giorni di lavaggio. Il confronto tra due foto della riga, invece, è molto più eloquente.

Quanto dura una caduta stagionale dei capelli?

La buona notizia si riassume in una frase: questo tipo di caduta si risolve da solo. Il follicolo non è distrutto, si è semplicemente preso una pausa insieme ai suoi vicini. Successivamente riprende normalmente la sua attività.

Il segno che la ricrescita è iniziata è del resto facilmente riconoscibile. Osservate l’attaccatura dei capelli e le tempie in controluce: piccoli capelli corti e sottili, che si ergono, indicano una ripresa della crescita. Molti li scambiano per capelli spezzati, mentre in realtà sono quelli nuovi.

Al contrario, una caduta che si protrae oltre i tre mesi non è più di natura stagionale. In tal caso, è opportuno approfondire la questione.

Quando la caduta dei capelli deve davvero preoccupare?

Cosa distingue una caduta normale da una che va approfondita
Cosa si osserva Cosa suggerisce Cosa fare
Perdita di capelli diffusa, da meno di tre mesi, dopo l’estate Probabile perdita di capelli stagionale Tenere sotto osservazione, fotografare la ruga
Calata diffusa che dura da più di tre mesi Non è più la stagione Consultare un medico, effettuare esami del sangue
La stempiatura si allarga, la sommità del cranio si dirada Ipotesi androgenetica Parere dermatologico
Chiazze ben definite, cuoio capelluto liscio Segni di alopecia areata Consultare immediatamente
Affaticamento, sensibilità al freddo, rallentamento del transito intestinale associati Segni di problemi alla tiroide Dosaggio del TSH
Mestruazioni abbondanti, pallore, affanno da sforzo Ipotesi di carenza di ferro Dosaggio della ferritina
Prurito, croste, dolore al cuoio capelluto Lesioni del cuoio capelluto Consultare un medico

Quali esami richiedere se la caduta dei capelli persiste?

Il VIDAL cita la carenza di ferro, i disturbi tiroidei, il periodo successivo al parto e le diete restrittive tra le cause più frequenti della caduta diffusa dei capelli. Queste quattro situazioni hanno un punto in comune: si verificano tramite un esame, non a occhio e croce.

Due analisi sono di prima scelta. La ferritina riflette le riserve di ferro e diminuisce ben prima dell’emoglobina: è quindi possibile avere una carenza di ferro senza essere anemici. Il TSH, invece, valuta la funzionalità tiroidea. Descriviamo in dettaglio questo esame e come interpretarne i risultati nel nostro articolo sui sintomi che dovrebbero indurre a sottoporsi a un controllo della tiroide.

È tuttavia necessaria una precauzione, e si tratta di una precauzione importante. Non assumete mai integratori di ferro senza aver prima effettuato un esame del sangue. L’organismo non elimina l’eccesso di ferro e un’integrazione non necessaria non è innocua. È l’esame del sangue a decidere, seguito dal medico.

Caduta stagionale o alopecia androgenetica: come distinguerle?

Questa distinzione cambia tutto, perché le due situazioni non richiedono né gli stessi tempi né le stesse soluzioni. Confondere l’una con l’altra fa perdere mesi.

Caduta stagionale e alopecia androgenetica: le differenze
Caduta stagionale Alopecia androgenetica
Distribuzione Diffusa, su tutto il cuoio capelluto Localizzata: riga, vertice, tempie
Insorgenza Improvvisa, nel giro di poche settimane Lenta, nell’arco di diversi anni
Evoluzione Reversibile spontaneamente Progressiva senza trattamento
Aspetto dei capelli Invariato Capelli più sottili, più corti
Gestione Monitoraggio, correzione di eventuali carenze Consulenza dermatologica, trattamento specifico

Quali benefici possono apportare gli integratori per capelli e in quanto tempo?

A livello europeo sono autorizzate solo tre indicazioni in questo ambito. Lo zinco e il selenio contribuiscono al mantenimento di capelli e unghie normali. La biotina, invece, contribuisce al mantenimento di capelli e pelle normali, ma non delle unghie: questa sfumatura spesso sorprende, eppure è proprio così.

Il termine «mantenimento» merita una riflessione. Questi nutrienti sostengono il normale funzionamento; non rimettono in moto un meccanismo che si è arrestato. Di conseguenza, un trattamento ha senso quando l’apporto è insufficiente o il fabbisogno è aumentato. Non ha alcun senso per correggere una causa che non è stata identificata.

Rimane la questione dei tempi, ed è quella che delude di più. Un capello cresce di circa un centimetro al mese. Nulla può quindi essere visibile prima di due o tre mesi. Una cura va valutata dopo tre mesi, non dopo tre settimane.

In farmacia, ciò che osserviamo più spesso è l’abbandono prematuro. Le persone tornano dopo tre settimane dicendo che «non funziona» — proprio nel momento in cui non si può ancora vedere alcun risultato.

Per affrontare questi periodi di fragilità, potete consultare la nostra selezione di integratori alimentari per capelli e unghie. Arnaud consiglia vivamente Phytalessence Capelli & Unghie come formula di mantenimento semplice da seguire per un ciclo di 3 o 4 mesi.

Per approcci naturali nella vita quotidiana, gesti e piante, consultate anche il nostro articolo su come prevenire la caduta dei capelli in modo naturale.

Quali precauzioni occorre prendere prima di iniziare un trattamento?

Questa prima precauzione è poco conosciuta, ma in questo caso è di fondamentale importanza. La biotina, a dosi elevate, altera numerosi dosaggi ematici effettuati tramite immunodosaggio. Tra questi vi sono gli ormoni tiroidei, così come la troponina, un marcatore cardiaco.

Il risultato può quindi risultare falsamente elevato o falsamente basso, senza che nulla lo indichi. Immaginate la situazione: state seguendo una cura per i capelli, fate dosare il vostro TSH perché vi cadono i capelli e il risultato non è affidabile. Ecco perché è necessario segnalare la cura al laboratorio e interrompere l’assunzione di biotina alcuni giorni prima del prelievo, secondo il parere del medico o del farmacista.

È opportuno ricordare altre due avvertenze. In caso di gravidanza o allattamento, chiedete sempre consiglio prima di iniziare qualsiasi trattamento. Infine, evitate di assumere più integratori contemporaneamente: in caso di effetti indesiderati, non sarà più possibile stabilire quale sia la causa.

Domande frequenti sulla caduta dei capelli in autunno

Quanti capelli si perdono normalmente al giorno?

Tra i 50 e i 100 capelli al giorno, secondo il VIDAL. Questo ricambio è fisiologico. La caduta diventa significativa quando supera i 100 capelli al giorno o quando si concentra in una zona specifica del cuoio capelluto.

Perché la caduta dei capelli si verifica soprattutto in autunno?

Perché durante l’estate un numero maggiore di capelli entra nella fase di riposo. Questa fase dura poi da due a tre mesi prima che il capello cada. La caduta osservata a settembre corrisponde quindi a ciò che è iniziato a giugno.

Quanto dura una caduta stagionale dei capelli?

In genere da quattro a otto settimane. La ricrescita è poi completa in tre o quattro mesi. Una caduta che si protrae oltre i tre mesi non è più stagionale e richiede un parere medico.

La caduta dei capelli può essere causata dalla tiroide?

Sì, i disturbi tiroidei rientrano tra le cause documentate della caduta diffusa dei capelli. La possibilità va presa sul serio quando si aggiungono altri sintomi: stanchezza persistente, sensibilità al freddo, intestino pigro. Un esame del TSH permette quindi di fare chiarezza.

Quando rivolgersi a un medico o a un farmacista per la caduta dei capelli?

Rivolgetevi a un medico se la caduta dura da più di tre mesi, se interessa una zona specifica o se il cuoio capelluto diventa doloroso. Non aspettate nemmeno se compaiono chiazze ben definite o se altri sintomi accompagnano la caduta. Il vostro farmacista può fare una prima valutazione e indirizzarvi verso le cure appropriate.

Fonti

  • VIDAL — Caduta dei capelli e alopecia: ciclo pilifero, perdita fisiologica quotidiana, effluvio telogenico, cause e durata della ricrescita.
  • Regolamento (UE) n. 432/2012 che stabilisce l’elenco delle indicazioni sulla salute autorizzate — zinco, selenio, biotina.
  • ANSM — Scheda informativa sull’interferenza della biotina con i test immunologici.

Questo articolo ha scopo puramente informativo. Non sostituisce una consulenza medica. In caso di caduta dei capelli persistente o insolita, consultate il vostro medico o il vostro farmacista.

Lascia un commento