Redatto e convalidato dal punto di vista medico da Arnaud, Dottore in Farmacia e titolare della Pharmacie Soin et Nature.
Un’intossicazione da funghi si verifica dopo aver consumato un fungo velenoso oppure un fungo commestibile mal conservato o poco cotto. I primi segni sono di solito digestivi, ma è il tempo di comparsa dei sintomi a indicarne la gravità. In questo articolo, Arnaud, farmacista titolare, vi spiega quali sintomi sorvegliare, dopo quanto tempo compaiono e quali gesti adottare. Per una visione d’insieme delle specie pericolose, consultate la nostra guida completa ai funghi velenosi.
Quali sono i sintomi di un’intossicazione da funghi?
Chiedete aiuto urgente non appena compare uno di questi segni nelle 12 ore successive a un pasto a base di funghi:
- diarrea, vomito, nausea;
- tremori, vertigini;
- disturbi della vista.
Altre manifestazioni orientano verso un tipo preciso di intossicazione. Sudorazione profusa, lacrimazione o salivazione eccessiva fanno pensare alla sindrome muscarinica (sudoriena), legata ai clitocibi bianchi o agli inocibi. Agitazione, confusione o sonnolenza fanno pensare alla sindrome panterinica, dovuta all’ovolo malefico (Amanita muscaria) o all’Amanita pantherina. Vampate di calore con palpitazioni dopo un bicchiere di alcol fanno pensare al coprino atramentario (Coprinopsis atramentaria).
Intossicazione da funghi: dopo quanto compaiono i sintomi?
I medici distinguono due grandi famiglie di intossicazioni in base a questo intervallo, chiamato periodo di latenza.
| Tempo dopo il pasto | Sindromi possibili | Gravità abituale |
|---|---|---|
| Meno di 6 ore | Gastrointestinale, muscarinica, panterinica, coprinica | Di solito lieve con un’assistenza adeguata |
| In genere da 6 a 24 ore | Falloidea (tignosa verdognola, piccole lepiote, Galerina marginata) | Grave: danno al fegato, rischio vitale |
| Diversi giorni | Orellanica (cortinari) | Grave: danno ai reni, a volte permanente |
Il centro antiveleni di Lille (Francia) ricorda che ogni intossicazione a latenza lunga deve essere considerata grave. Richiede il ricovero della persona malata, ma anche di tutti coloro che hanno condiviso il pasto. Attenzione: un pasto composto da più specie può associare sintomi precoci lievi a un’intossicazione grave più tardiva.
Un’intossicazione da funghi può sembrare in via di guarigione?
L’intossicazione da tignosa verdognola (Amanita phalloides) evolve in più fasi. Inizia di solito da 6 a 24 ore dopo il pasto con vomito, diarrea abbondante e dolori addominali, che provocano una forte disidratazione. Può poi seguire una fase di calma. Nel frattempo, le amatossine distruggono le cellule del fegato. Il danno epatico emerge poi dalle analisi del sangue, a volte prima di qualsiasi segno visibile.
In farmacia incontriamo a volte persone che descrivono una «gastroenterite» comparsa il giorno dopo un pasto di funghi raccolti. Questo scarto di diverse ore tra il pasto e i disturbi è proprio il segnale che deve far chiamare il 112.
Cosa fare in caso di intossicazione da funghi?
- Chiamate senza aspettare il 112 (o il 118) oppure un centro antiveleni, anche se i disturbi sembrano lievi.
- Annotate l’ora dell’ultimo pasto a base di funghi e quella dei primi sintomi.
- Conservate i resti crudi o cucinati, gli scarti di pulitura, perfino il vomito se l’équipe medica lo chiede: servono a identificare la specie.
- Mostrate la foto della raccolta se l’avete scattata prima della cottura.
- Avvertite gli altri commensali, che devono essere valutati anche loro.
Non prendete di vostra iniziativa farmaci contro la diarrea o il vomito. Non cercate nemmeno di provocarvi il vomito. L’assistenza spetta alle équipe mediche, che adattano il trattamento alla sindrome individuata.
Come evitare un’intossicazione da funghi?
Secondo l’agenzia francese per la sicurezza sanitaria Anses, solo il 27,3 % dei pasti documentati in Francia durante la stagione 2024 era stato controllato prima del consumo. La prevenzione inizia quindi dalla verifica delle specie. In Italia, gli ispettorati micologici delle ASL offrono questo controllo gratuitamente. La prevenzione passa anche da una buona conservazione: al massimo due giorni in frigorifero, mai in un sacchetto di plastica. Non mangiate mai funghi selvatici crudi. Non date funghi selvatici ai bambini piccoli. Trovate tutti i nostri consigli di raccolta nella nostra guida ai funghi velenosi.
Cos’altro sapere sull’intossicazione da funghi?
Quanto dura un’intossicazione da funghi?
Dipende dalla sindrome. Un’intossicazione digestiva lieve dura in genere da qualche ora a due giorni. Le forme gravi che colpiscono il fegato o i reni richiedono un ricovero che può durare diversi giorni, o anche di più.
Ci si può intossicare con funghi acquistati in negozio?
Sì, è possibile. Un fungo commestibile troppo vecchio, mal conservato o poco cotto può provocare disturbi digestivi. Rispettate la data di scadenza, conservateli al fresco ed eliminate qualsiasi fungo rovinato o viscido.
Un’intossicazione da funghi è contagiosa?
No. Tuttavia, tutte le persone che hanno mangiato lo stesso piatto sono esposte. Per questo bisogna avvertirle subito, anche se non hanno sintomi.
Il latte è utile in caso di intossicazione da funghi?
No. Bere latte non ha alcun effetto sulle tossine dei funghi. Questo rimedio della nonna può ritardare la chiamata ai soccorsi, che resta l’unico riflesso giusto.
Quando consultare un medico per un’intossicazione da funghi?
Consultate subito, chiamando il 112 o un centro antiveleni, fin dal primo sintomo dopo un pasto a base di funghi. Un intervallo di 6 ore o più tra il pasto e i disturbi richiede un’assistenza ospedaliera, anche se poi vi sentite meglio.
Fonti
- Anses (Francia), Intossicazioni accidentali da funghi, rapporto di tossicovigilanza (stagione 2024)
- Centro antiveleni di Lille, CHU di Lille, Funghi e principali sindromi tossiche
- Ordine dei Farmacisti di Treviso, Intossicazione da funghi e centro antiveleni



